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HANNO SCRITTO..

"[...] Considerato unanimemente una fra le voci più significative del jazz europeo della nuova generazione, il sassofonista è soprattutto un compositore sensibile e profondo, attento a tutte le forme sonore contemporanee, in particolare alla musica della Nuova Era, [...] Donini riesce a combinare questa sua cultura, anche accademica con una semplicità espressiva che gli viene dai suoi tragitti all'interno della new age [...]"

Cristina Palesi, New Age

"[...] Registrato dal vivo in quel di Des Moines, Iowa, durante il JazzinJuly Festival del 2008, Live in USA evidenzia tutta la forza espressiva di cui è capace il quartetto di Luca Donini, una delle realtà più interessanti del panorama electric-jazz italiano "[...]
Melodie che scaturiscono dalle linee guida dettate dal sax di Donini, capace di trascinare l'ascoltatore - attraverso assoli di rara bellezza - per sentieri suggestivi e intriganti, come nella zigzagante "Colline," .. "[...]

Roberto Paviglianiti, All About Jazz

"[...] Musica che combina elementi di jazz, rock, funk, classica e musica medio-orientale.
[...] Gli esecutori dimostrano una professionalità di prim'ordine sia a livello esecutivo, negli arrangiamenti spesso difficili, che improvvisativo.
[...] per chi già conosce il sassofonista, sa quanto gli piaccia attorcigliare la musica, ossia renderla gradevole all’orecchio ma nello stesso tempo inebriante per il cervello.
[...] La musica di Luca è fatta di suoni ben poco elegiaci, piuttosto terrosi, argillosi e ferrosi. E’ musica “minerale”, depositata in secoli di storia [...]
Donini non va in cerca di souvenir ma di fragranze contemporanee tinte di antico e di blues.[...]
Donini ci racconta il suo mondo con lo stile inconfondibile che rende i suoi brani piccole avventure di suoni alla ricerca del mistero che passa tra monofonia e eterofonia [...]"

Davide Ielmini, Musica Jazz

"[...] Splitting his duties between soprano and tenor, the saxophonist balances his unit between the contemporary and the traditional. [...]
[...] Highly recommended,this one manages to please almost everyone without dluting creative Jazz, as Donini’s quartet combines the blues,Jazz/rock, classical, Spanish traditional and italian folk music successfully.

Jim Santella da Cadence “New York” (USA)

Donini is a jazz player from the guts; his compositions take inside them all the elemental proprierties of jazz writing: harmonic invention and extrapolation, modular diversification, chromatic development, and scalar approaches to establishing texuterd color palettes…By using his soprano and clarinets to create a modal sense of space so another melodic architecture can be built by the guitar bifore they swirl together and trade places. The entire recording reflects precision, instinctual deftness, and a sublime musicalità.

Thom Jureck, (All Music Guide)

"[...] Piramidi è un lavoro di robusto spessore e nel contempo decisamente godibile, non solo per la cerchia dei jazzofili. E in questo senso conferma Donini (sassofonista, arrangiatore nonché direttore d'orchestra) come un musicista di prim'ordine sulla scena nazionale, estremamente colto ma sempre attento a mettersi in comunicazione aperta e diretta con un pubblico non di nicchia [...]"

Beppe Montresor L'Arena ,

Nei quattro album all’attivo per il veneto Luca Donini, sassofonista e clarinettista, nonchè autore di numerose musicazioni per lavori teatrali, è evidente una costante ricerca verso il nuovo unita a un profondo spiritualismo…Quella di “Angel” è una ricerca attenta alla spiritualità del contenuto musicale e alla potenza evocativa dei suoni, a tratti quasi catartica…"
Luca Buti, NEW AGE,

Il jazz di Donini è una piattaforma mobile che il gruppo, come sempre magnifico e capace di piccoli e grandi prodigi, dirige all’interno di ogni singolo brano ora aumentando ora diminuendo le sue componenti ritmiche o armoniche. Ciò che resta invariato è lo strumento dell’improvvisazione e con esso quella connotazione inventiva che caratterizza la musica di Donini. Sempre energica, divertente, leggera. Sempre spontanea, allegra, diversa. Sempre così stuzzicante.
..E’ con Donini che la popular-music assume un contenuto non solo estetico ma anche filosofico accentuando la separazione tra ciò che si conosce e ciò che non si è in grado di conoscere ma di immaginare.
… Donini dimostra ancora una volta quanto la musica popolare influenzi la musica colta e sia da quest’ultima ulteriormente influenzata. In realtà fa di meglio, perché crea una commistione tra generi popolari…Luca arriva ad amalgamare, seppur deviandoli dal loro corso tradizionale, gli ambiti in cui si muove il folklore.
...Accade così che anche i dischi di Luca divengano popolari: meteore di un linguaggio sonoro abbagliante e rapido, assemblato con coscienza e acume, perfettamente equilibrato nel tendere ad una particolare simbiosi tra la semplicità dei temi e la loro, magnifica, elaborazione.
Davide Ielmini, Musica Jazz

Donini sembra si stia specializzando in ciò che comunemente si definisce "etno-jazz", ma lo fa senza accettare le strettoie dei confini musicali. A caratterizzarlo, infatti, sono le confluenze di generi, le sovrapposizioni di stili, l'eclettismo utilizzato come strumento gioioso, valore aggiunto di una musica piacevolissima e densa, rapida e ironica, lontana dai toni agrodolci. In "Angel" il quartetto si lascia stimolare, ancora una volta, dal concetto di danza, ma anche dalla sperimentazione del free, dalle volate hard-bop, dal funky. Ascoltare il nuovo lavoro di Donini significa vivere, con profondità, un suono travolgente e assoluto dove armonia, melodia e ritmo sono il frutto di una ricerca libera ed avvolgente.

Davide Ielmini,

 

"[...] Diplomato gira il mondo e l'Europa per suonare ed imparare dai 'grandi' il vero spirito del jazz, vuole capire come catturarne l'anima e ci riesce: le sue composizioni sono un'esplosione di emozioni che ogni volta catturano l'ascoltatore catapultandolo in un mondo nuovo."
Mirka Tolini, Pianura Futura

 

"[...] Luca Donini and the Future Orchestra demonstrate first-class professionalism in their execution of the often-demanding arrangements as well as in their improvisations. [...]"

David Franklin, Cadence, New York

The musicians on the photo are from the Veneto area. The fantastic leader of the Jazz Project Orchestra is the saxophone player Luca Donini who is also the composer of the first part's songs of the program. With him Tony Scott lead the Orchestra, playing also clarinet and tenor sax.
The second part was made by Tony Scott compositions came out from the recording of 1953 and 1956 Tony Scott Orchestras. On the repertoire a fantastic uninion was proposed beetween the two songs of arabian scent : Whirling Dervish by Tony Scott and Nawa by Luca Donini. On the program also the Scott's compositions Nina's Dance, Theme and Variations, and the fantastic 1953 song The Blues Have Got Me.
Tony Scott

Tony Scott, official site www.tonyscott.it/legnago.htm - 7k -

 

Luca Donini gehört zu den interessantesten Musikern des zeitgenössischen europäischen Jazz seiner Generation. Seine musikalischen Einflüsse, sein heutiger Stil, sein italienisches Temperament, das sich stark an afroamerikanischen Musikelementen orientiert, konnte er in den letzten Jahren zu einer einzigartigen musikalischen Mischung veredeln.
Am Anfang war sein Stil von Sonny Rollins und John Coltrane beeinflusst. Schnell hat er dann seinen eigenen Stil entwickelt. Dabei hat er als Komponist und Improvisator immer versucht, Elemente anderer Genre wie Theater, Tanz, Filmkunst und Dichtung in seiner Musik aufleben zu lassen.

Die naTo Leipzig www.nato-leipzig.de

 

Luca Donini and the Future Orchestra Piramidi Splasc(H) CDH 751.2
Un album sorprendente, per peso specifico e per colorazioni emozionali, questo del giovane sassofonista veneto di formazione fusion, e capace di contaminazioni a tutto campo, tanto che utilizza il didjeridoo degli aborigeni australiani e le voci di un coro gregoriano femminile, il folklore egiziano (il brano di apertura Nawa, in bilico tra sogni orientaleggianti e jazz ritmatista) e Rachmaninov (la Serenade), gli stimoli dell'acid jazz e l'orchestra - anzi la Future Orchestra. [...]
Una bella dimostrazione di maturità e di eclettismo, di capacità nel catturare la musicalità e di ritrasmetterla all'ascoltatore, di schizzare una musica che sa concedersi senza riottosità di sorta [...]"

Cristina Palesi SUONO

“Alaya” è un lavoro vincente perché sa dosare linguaggi, atmosfere, vissuti, echi di altri mondi escludendo la pretesa del dettare legge…Oggi, forse più di ieri, il pubblico esige una musica di qualità e nello stesso tempo briosa, impegnata ma tuttavia capace di “disimpegnare”, anche a costo di compromessi. Donini, lo si capisce, ha mirato alla propria e all’altrui - questa è la speranza di ogni artista - soddisfazione…. In questa società artificiosa, sempre pronta ad inseguire le “cyber-songs” sanremesi, ci sono ancora musicisti come Donini che rispettano gli ascoltatori (avvicinando i giovani e le loro necessità) nutrendoli a suon di Storia.

Davide Ielmini

Donini chiude l'Euromeet Jazz Festival, la rassegna firmata da Veneto Jazz [...] Luca Donini a Palazzo Reale di Crespano [...] uno dei migliori quartetti jazz italiani da anni aperti alle sperimentazioni e alla ricerca. Donini esplora i linguaggi musicali tradizionali, fondendo le diverse aree geografiche, linguistiche e culturali rielaborate con l'improvvisazione.

Linda Pisani Corriere della Sera,

[...] Most of this CD stays on the better side of fusion, like a good Metheny or Brecker group. Donini is strongest on tenor [...] where you can hear both Hank Crawford and Michael Brecker as influences. [...]"

Philip McNally , Cadence, New York,

 

info@lucadonini.it

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